Mercato spaziale |
|
|
| Aerospaziale |
| Scritto da Patrizio C. Casiraghi |
| Giovedì 17 Settembre 2009 12:46 |
|
I militari furono i primi ad aprire la via dello spazio, come luogo di transito dei missili che trasportavano testate distruttive. Inizialmente cariche di esplosivi convenzionali, poi atomici. Proprio la scienza atomica spinse ad intensificare gli interessi verso lo spazio.
La realizzazione di un ordigno nucleare e lo sfruttamento del nucleare civile divennero strategici nell'evoluzione di uno stato, quindi ogni studio connesso al nucleare otteneva l'interesse dei governanti con relativi finanziamenti. Lo spazio è un luogo permeato da radiazioni, che possono essere studiate solo lì, quindi ecco la necessità d'inviare qualcuno o qualcosa a studiarlo, ma per farlo occorrevano missili capaci di portare in orbita un veicolo. I pochi missili civili non avevano speranze, ma i potenti missili militari si, per altro, la possibilità di mettere qualcosa in orbita stuzzicò subito le menti dei militari che videro nello spazio un luogo dove portare le loro necessità. Una regola del mondo militare è che le posizioni alte sono sempre le migliori e più in alto dello spazio non si può andare, quindi controllando lo spazio si controlla il mondo. Ovviamente non si sapeva molto dello spazio ed i militari erano interessati ad esplorarlo tanto quanto i civili, per poterne sfruttare ogni caratteristica. Sin da subito la collaborazione in campo spaziale fra civili e militari fu molto stretta e spesso inscindibile. Dopo i primi missili e satelliti sperimentali si cominciò ad assegnare la realizzazione dei veicoli alle aziende private, in particolare a quelle aeronautiche. Ai primordi dell'esplorazione spaziale le spese erano totalmente a carico degli stati (nell'URSS lo furono sino al suo crollo all'inizio degli anni '90), ma le industrie che realizzavano tali manufatti, quando questi perdevano la protezione del segreto militare, diventavano liberi ed accessibili al mercato. Così nacquero le prime società di telecomunicazioni via satellite. In breve si creò un mercato delle telecomunicazioni satellitari che è andato espandendosi a ritmi esponenziali. Diverse sono le società che operano adesso nelle telecomunicazioni spaziali e che investono capitali nello sviluppo di satelliti sempre più prestanti (maggiore traffico Terra-spazio-Terra nello stesso intervallo di tempo), sempre più compatti (per risparmiare sui costi di lancio) e con una vita media sempre più elevata (per rimpiazzarli il più tardi possibile). Nonostante le varie crisi economiche il mercato satellitare non ha mai conosciuto flessioni. Questo ha creato un vero mercato autoalimentato, sia nella produzione di missili che di satelliti, il quale ora può fare a meno dei contributi statali.
Discorso simile anche per i satelliti da osservazione come quelli geodetici o meteorologici. Questi osservano la Terra in continuazione fornendo dati preziosi alla navigazione, pubblica e privata, ma anche alla conoscenza ed allo sfruttamento del territorio da parte delle compagnie minerarie. Ovviamente i dati sono forniti a pagamento ed anche qui il ritornoeconomico è notevole, anche se non è paragonabile a quello delle telecomunicazioni, che domina la scena spaziale insieme agli usi militari dello spazio.
Nel mondo comunque il numero di persone che lavora nel campo spaziale è in aumento. Sorgono società private con lo scopo di aprire lo spazio anche al turismo, rendendo disponibile anche un semplice volo suborbitale. Il turismo spaziale è diventato realtà quando alcuni magnati dela finanza hanno pagato profumatamente l'agenzia spaziale russa e sono riusciti a volare nello spazio, dopo essersi sottoposti a dure prove fisiche per testare la loro idoneità al volo spaziale. Molti s'accontenterebbero di un volo suborbitale, un semplice mordi e fuggi. Al momentoperò non ci sono veicoli idonei, ma è solo questione di tempo.
Per discuterne insieme rimando al post sul forum "Mercato spaziale" |
Aiutaci a sviluppare MeccanicaWeb.it