I missili 2
Scritto da Patrizio C. Casiraghi Mercoledì 06 Maggio 2009
Per facilitare il decollo dei missili, specialmente se trasportano un carico eccessivo rispetto alle loro prestazioni, si usa agganciare al primo stadio due o più missili ausiliari, detti booster, a combustibili liquidi o solidi, a seconda dell’evenienza.

Tali mezzi forniscono una spinta supplementare al decollo ed il loro peso è assolutamente minimo. Essi si sganciano dal corpo principale molto prima che il primo stadio esaurisca la sua spinta e spesso sono predisposti di paracadute per essere recuperati e riutilizzati. Date le loro piccole dimensioni e la semplicità costruttiva è facile renderli riutilizzabili.In cima ai missili sono posti i carichi paganti. I carichi sono protetti durante il volo atmosferico da appositi pannelli che una volta nello spazio si staccano. Con il tempo nell’ogiva dei missili si riuscì a sistemare anche più di un satellite. Questo comporta anche un minor costo per i proprietari del carico pagante che possono suddividere la spesa del lancio con altre società. Però per un certo tempo ci fu la tendenza a realizzare missili adatti solo a carichi paganti di medie e grandi dimensioni.

I piccoli carichi dovevano trovare posto in qualche modo nelle ogive o essere in quantità tale da riempirle, ma la dismissione di vecchi missili ICBM (missili intercontinentali ad uso bellico) e la realizzazione di missili di piccola portata ha aperto le porte dello spazio anche a loro. I moderni missili che portano nello spazio carichi commerciali, militari e scientifici, devono soddisfare dei precisi requisiti di sicurezza. Oggi esiste un vero mercato dei missili, sebbene alcuni vengano ancora prodotti e lanciati a cura e carico di enti o agenzie governative. Chiunque abbia un veicolo da portare nello spazio cerca sul mercato un missile idoneo e dai costi limitati. Trovato il missile la società stipula poi un contratto con una agenzia assicurativa, la quale prima d chiudere il contratto deve verificare l’affidabilità del missile. Qui scopriamo che per aprire una polizza assicurativa occorre affidarsi ad un missile con una affidabilità almeno del 99,8%! Sembra impossibile, eppure è così. Come si ottiene una tale affidabilità con missili che spesso sono al limite della tecnologia? Una grossa fetta dell’affidabilità si ottiene già in fase di progetto, dichiarando il tipo, la qualità e le prestazioni dei singoli componenti. Dichiarando il livello dei controlli e le procedure da seguire in fase di realizzazione dei componenti, dell’assemblaggio e della gestione prima e durante il volo. Chiaramente tutto questo comporta costi aggiuntivi che incidono sul prezzo al cliente finale, ma diversamente le assicurazioni non stipulano polizze ed il proprietario del veicolo lo fa partire a suo rischio e pericolo. Nel caso poi che il missile sia destinato al volo umano l’affidabilità passa al 99,9 %. Eppure i voli spaziali restano a rischio, per altro il rischio lo si ha anche con i veicoli più semplici e collaudati che usiamo in terra, mare e cielo. Un veicolo assolutamente sicuro è solo un utopia.

Esistono altri veicoli per andare nello spazio? Verne ipotizzò un proiettile sparato da un grande cannone. L’idea non è poi così cattiva. Tentativi di realizzare supercannoni sono stati fatti, ma le loro implicazioni fortemente militari fanno si che intorno all’argomento non si sappia. Uno degli uomini più esperti nel sottore è stato assassinato tempo fa. E’ possibile che il suo assassinio sia correlato ai suoi studi o forse ad altre vicende, per ora però pare sia tutto fermo intorno all’argomento.
Tra le due guerre mondiali il tedesco Sangher propose l’idea di un grande aereo che portava il missile ad alta quota, dove poi il missile partiva per lo spazio. L’idea è plausibile e viene proposta spesso come sistema di trasporto spaziale del futuro. L’ESA, European Space Agency, aveva deciso di finanziare seri studi in merito, poi ha abbandonato il progetto perché non esistono ancora le tecnologie per realizzare il veicolo madre, dal peso enorme, che dovrebbe portare ad alta velocità il veicolo spaziale ad alta quota. Una versione molto più piccola è comunque stata realizzata negli Stati Uniti con il Pegasus, un piccolo missile che viene portato ad alta quota da un veicolo da trasporto commerciale opportunamente modificato. Ovviamente il carico pagante è molto piccolo.
Un faraonico e fantascientifico progetto invece è quello dell’ascensore orbitale, una torre alta almeno cento kilometri da cui lanciare i veicoli spaziali direttamente nello spazio. E’ un progetto ancora fuori dalla portata della nostra tecnologia, che viene rivisto di volta in volta in base ai progressi tecnologici, ma al momento è solo un esercizio di fantatecnologia, sebbene plausibile e forse un giorno realizzabile.
