I veicoli spaziali 1 |
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| Aerospaziale |
| Scritto da Patrizio C. Casiraghi |
| Sabato 16 Maggio 2009 11:39 |
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Il vuoto dello spazio inizia a circa 80 km sopra di noi. In realtà c'è ancora traccia dell'atmosfera terrestre ben al di sopra, ma oltre i 200 km la densità è così bassa da non riuscire a frenare in modo apprezzabile il moto di un veicolo spaziale.
Proprio per questo motivo i veicoli spaziali vengono posti in orbita a quote così elevate. Grazie però all'assenza di atmosfera, i nostri veicoli non necessitano di ali o di forme aerodinamiche per muoversi nel vuoto spaziale. Questo facilita il compito dei progettisti, che possono concentrare le loro attenzioni sullo scopo della missione che il veicolo andrà a compiere, senza cercare compromessi con ali ingombranti ed attuatori aerodinamici con profili obbligati. I veicoli spaziali che orbitano attorno alla Terra sono chiamati satelliti artificiali, quelli naturali sono ad esempio la ben nota Luna. I veicoli destinati ad esplorare altri corpi celesti sono chiamati sonde spaziali. L'architettura dei satelliti e delle sonde è molto simile, pertanto le problematiche che pongono nella loro progettazione e realizzazione, in linea di massima, sono le stesse.
I satelliti artificiali,indipendentemente che siano d'uso militare, scientifico e commerciale, si possono distinguere in satelliti per le telecomunicazioni (radio, TV, internet, ecc.), satelliti ambientali (mappano in continuazione il nostro pianeta con fotocamere all'infrarosso, radar, ecc.), scientifici (sensori rivolti verso lo spazio o destinati a rilevare il valore dele radiazioni, ecc.), meteorologici, per la navigazione (i più noti sono quelli della serie GPS, non c'è molto da aggiungere) e nel caso dei militari anche satelliti armati(dispositivi anti satellite o anti missile). Le sonde spaziali spesso fondono assieme le caratteristiche di diversi tipi di satellite ed in più hanno la possibilità di far sbarcare moduli appositi su altri corpi celesti, detti Lander,e talvolta adatti anche a muoversi, detti rover.
L'effetto giroscopico impedisce al veicolo di cambiare assetto, preventivamente voluto già in fase di progetto. Un tipo particolare è quello che sfrutta la piattaforma inerziale, un complicato sistema di giroscopi in grado di fornire i valori di posizione ed orientamento di un veicolo ad un elaboratore elettronico che attraverso i razzi di manovra mantiene l'orientamento o lo cambia se richiesto. Questa piattaforma è però un dispositivo delicato, preciso ma che può guastarsi facilmente o perdere di precisone ed è anche costoso. Infine vi è un sistema di controllo attuato da sensori puntati su determinate stelle. Al minimo movimento della stella l'elaboratore di bordo risponde accendendo i razzi di manovra. Si può capire che i sistemi di controllo sono diversi e che si restano meglio a certe attività piuttosto che ad altre. Per esempio la piattaforma inerziale è adatta a satelliti come il telescopio spaziale Hubble (HST) che devono spesso cambiare orientamento.
Per discuterne insieme rimando al post sul forum "I veicoli spaziali 1" |
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