Mercato spaziale
- Categoria: Aerospaziale. Scritto da Patrizio C. Casiraghi Giovedì, 17 Settembre 2009
I militari furono i primi ad aprire la via dello spazio, come luogo di transito dei missili che trasportavano testate distruttive. Inizialmente cariche di esplosivi convenzionali, poi atomici. Proprio la scienza atomica spinse ad intensificare gli interessi verso lo spazio.

La realizzazione di un ordigno nucleare e lo sfruttamento del nucleare civile divennero strategici nell'evoluzione di uno stato, quindi ogni studio connesso al nucleare otteneva l'interesse dei governanti con relativi finanziamenti. Lo spazio è un luogo permeato da radiazioni, che possono essere studiate solo lì, quindi ecco la necessità d'inviare qualcuno o qualcosa a studiarlo, ma per farlo occorrevano missili capaci di portare in orbita un veicolo. I pochi missili civili non avevano speranze, ma i potenti missili militari si, per altro, la possibilità di mettere qualcosa in orbita stuzzicò subito le menti dei militari che videro nello spazio un luogo dove portare le loro necessità. Una regola del mondo militare è che le posizioni alte sono sempre le migliori e più in alto dello spazio non si può andare, quindi controllando lo spazio si controlla il mondo. Ovviamente non si sapeva molto dello spazio ed i militari erano interessati ad esplorarlo tanto quanto i civili, per poterne sfruttare ogni caratteristica. Sin da subito la collaborazione in campo spaziale fra civili e militari fu molto stretta e spesso inscindibile. Dopo i primi missili e satelliti sperimentali si cominciò ad assegnare la realizzazione dei veicoli alle aziende private, in particolare a quelle aeronautiche. Ai primordi dell'esplorazione spaziale le spese erano totalmente a carico degli stati (nell'URSS lo furono sino al suo crollo all'inizio degli anni '90), ma le industrie che realizzavano tali manufatti, quando questi perdevano la protezione del segreto militare, diventavano liberi ed accessibili al mercato. Così nacquero le prime società di telecomunicazioni via satellite. In breve si creò un mercato delle telecomunicazioni satellitari che è andato espandendosi a ritmi esponenziali. Diverse sono le società che operano adesso nelle telecomunicazioni spaziali e che investono capitali nello sviluppo di satelliti sempre più prestanti (maggiore traffico Terra-spazio-Terra nello stesso intervallo di tempo), sempre più compatti (per risparmiare sui costi di lancio) e con una vita media sempre più elevata (per rimpiazzarli il più tardi possibile). Nonostante le varie crisi economiche il mercato satellitare non ha mai conosciuto flessioni. Questo ha creato un vero mercato autoalimentato, sia nella produzione di missili che di satelliti, il quale ora può fare a meno dei contributi statali.

Discorso simile anche per i satelliti da osservazione come quelli geodetici o meteorologici. Questi osservano la Terra in continuazione fornendo dati preziosi alla navigazione, pubblica e privata, ma anche alla conoscenza ed allo sfruttamento del territorio da parte delle compagnie minerarie. Ovviamente i dati sono forniti a pagamento ed anche qui il ritornoeconomico è notevole, anche se non è paragonabile a quello delle telecomunicazioni, che domina la scena spaziale insieme agli usi militari dello spazio.
Il mercato spaziale oggi vuole che i missili siano getiti da compagne private, indipendentemente che debbano lanciare veicoli militari, pubblici o privati. I governi mettono a disposizione l'apparato scientifico universitario e le aziende collaborano per migliorare i loro prodotti ed offrire al mercato ed ai governi veicoli sempre più prestanti e potenti. In altri casi i governi sotto forma di agenzie spaziali, detengono delle quote di maggioranza di società che gestiscono missili, così da poter guidare le strategie d'impiego ed ottenerne anche un ritorno economico. Ciò ha permesso di alleggerire i bilanci degli enti spaziali in modo che possano dirottare le loro risorse verso quelli che sono i loro scopi, ovvero l'incremento della conoscenza scientifica e l'ottenimento di maggiori conoscenze in termini di tecnologia.
Forse l'esempio meno noto ma più eclatante è quello del programma Apollo, dai più considerato uno spreco di denaro pubblico che non ha avuto ritorni ma che le casse degli USA lo considerano un investimento perché, da un calcolo fatto, risulta che per ogni dollaro investito, il solo prelievo fiscale dalla compravendita di tecnologie derivate da tale programma abbia fruttato tre dollari, pertanto lo spreco di denaro pubblico è tutto da dimostrare e il vantaggio sarebbe stato palese se nel mentre del programma gli stessi USA non fossero stati impegnati nella nota Guerra del Vietnam che assorbiva più del 40% del PIL, una voragine al cui confronto gli investimenti ed i ricavi del Programma Apollo erano poca cosa. Dagli anni '80, il budget per lo spazio militare ha superato quello della NASA, tanto che oggi ha un livello più che doppio. Da qui si può avere un'idea di quanto costa il mastodontico apparato militare USA e degli investimenti fatti per lo spazio civile.

Nel mondo comunque il numero di persone che lavora nel campo spaziale è in aumento. Sorgono società private con lo scopo di aprire lo spazio anche al turismo, rendendo disponibile anche un semplice volo suborbitale. Il turismo spaziale è diventato realtà quando alcuni magnati dela finanza hanno pagato profumatamente l'agenzia spaziale russa e sono riusciti a volare nello spazio, dopo essersi sottoposti a dure prove fisiche per testare la loro idoneità al volo spaziale. Molti s'accontenterebbero di un volo suborbitale, un semplice mordi e fuggi. Al momentoperò non ci sono veicoli idonei, ma è solo questione di tempo.
Dietro ai missili ed ai veicoli spaziali c'è un dietro le quinte invisibile che coinvolge numerose persone. Si può partire da società d'intermediazione che si pongono tra società, enti o privati che necessitano di portare nello spazio i loro veicoli, società che realizzano veicoli spaziali, quelle che gestiscono i missili, i poligoni di lancio e le infrastrutture a Terra una volta che il veicolo è stato posto nello spazio. Pertanto si parla di società d'intermediazione, con venditori e consulenti; industrie con le loro officine, studi tecnici, laboratori, appalti e fornitori; poligoni di lancio con il personale addetto alla manutenzione delle strutture di assemblaggio, lancio e controllo dei missili; infine le strutture destinate al controllo del veicolo, della sua attività e della sua gestione fino all'ultimo giorno della sua vita operativa. Da qui si capisce che lo spazio è diventato un settore del'industria e del commercio con un peso discreto, che sono molte le persone che rendono possibile questa affascinante attività umana tra le più avanzate tecnicamente e scientificamente. Un mondo che va ben aldilà dell'immagine popolare, da fantascienza banale e mediatica dello scienziato strambo che realizza missili nel suo laboratorio e dell'astronauta spaccone ed incosciente.
Finisce qui questo tentativo di rendere comprensibile quello che si dovrebbe sapere per approcciarsi all'astronautica. Ovviamente ogni singolo argomento meriterebbe approfondimenti assai più consistenti di queste poche righe ma credo che nessun essere umano potrebbe essere edotto sull'argomento fin nei minimi particolari, vista la quantità e vastità di dettagli, tanto che anche nell'ambiente, come in altre discipline scientifiche e tecniche, vi è una forte componente specialistica.
Valerio Rossi
Sono Valerio Rossi e sono l'Amministratore di MeccanicaWeb.it
Sono laureato triennale con voto 110 e lode in ingegneria meccanica presso l'Università di Roma Tor Vergata e sono attualmente studente in ingegneria meccanica magistrale. La mia tesi di laurea triennale è visibile su MeccanicaWeb.it Monitoraggio del comfort vibrazionale secondo la ISO 2631: progetto e realizzazione di un dispositivo low cost con impostazione e validazione di un modello predittivo.